INTERVISTA AL PRESIDENTE ANDREA BEDIN

Andrea Bedin è il nuovo presidente del Comitato Veneto. In cinque righe si presenti ai lettori di federcanoa.it.

Ho 33 anni e sono un ex atleta fiamme gialle. Sono nato a Sabaudia da papà di origine veneta e da mamma di origine friulana. La canoa l’ho sempre avuta nel sangue perché mio padre è stato uno dei pionieri della canoa canadese negli anni ’60. In canoa canadese da velocità ho vinto 14 titoli italiani e partecipato a molte gare internazionali. Sono diventato istruttore nel 1999, anno in cui mi sono trasferito a Venezia. Dal 2003 sono allenatore e dal 2001 al 2005 ho collaborato attivamente come tecnico e dirigente della Canottieri Bucintoro. Dal 1999 sono anche allenatore di dragon boat e nel 2003 ho fondato insieme ad alcuni amici la Venice Canoe & Dragon Boat. La crescita del dragon boat a Venezia ha creato i presupposti del mio divorzio nel 2005 dalla Canottieri Bucintoro. Una separazione forzata che mi ha permesso di crescere molto come dirigente e coordinatore di atleti tanto che in pochi anni la Venice Canoe si è posta alla ribalta dell’opinione pubblica nazionale ed internazionale per risultati e struttura organizzativa.

Quali motivazioni l'hanno spinta a candidarsi?
 

Oltre ai miei studi in Economia e gestione del Nonprofit, ho avuto la fortuna di frequentare nel 2007 e nel 2008 i corsi per dirigenti FICK. Questi presupposti e le molte esperienze cumulate sul campo sono state sicuramente degli stimoli ad accrescere le mie conoscenza nell’ambito della dirigenza sportiva. Le motivazioni che mi hanno spinto a candidarmi per la Presidenza della canoa veneta sono anche alla base della mia presentazione alle società venete: la volontà di ascoltare i problemi delle associazioni, l’aspirazione ad aiutarle a crescere, il desiderio di trasmettere le conoscenze acquisite . Il tutto con tanta comunicazione e molto lavoro.

Accanto a lei in qualità di presidente, quali saranno i componenti della sua squadra?
 

Il Comitato Veneto, oltre al sottoscritto, ha visto l’elezione di Giorgio Ghezzo, Martino Campagnari, Andrea Bellipanni, Vittorio Piranese, Sandra Truccolo (consiglieri in rappresentanza degli affiliati), Renzo Rampado (consigliere in rappresentanza dei tecnici), Maria Balanos e Carlo Scuttari (consiglieri in rappresentanza degli atleti). Primi tra i non eletti Maurizio Bergo, tra gli affiliati, e Mattia Gazzato, tra gli atleti, che ugualmente vorrei vicino al Comitato per la crescita del movimento della canoa veneta.

Quello che è appena iniziato sarà un triennio (quadriennio) importante. Quali saranno i punti di forza per la canoa nella regione Veneto?

La Regione del Veneto offre delle vie d’acqua eccezionali, presupposto indispensabile per praticare la canoa. Questo aspetto non deve essere trascurato perché è alla base di qualsiasi nostra azione. Le associazioni venete sono costantemente presenti nelle posizioni più altre delle classifiche FICK e ciò significa che è e sarà costante l’attenzione verso l’aspetto agonistico. Le nuove sfide per la canoa veneta saranno raggiungere una maggiore attenzione da parte dei cittadini veneti (comunicazione), migliorare ed ottenere più campi di gara dalle amministrazioni locali (impianti) e avvicinare tanti giovani atleti a questa disciplina (proselitismo). Queste sfide saranno anche i punti di forza della futura canoa veneta.

Il Veneto da sempre è tra le regioni principali dal punto di vista della canoa fluviale. E'questo un punto di forza sul quale si continuerà ad insistere? E in ogni caso come intendete sviluppare e far crescere anche i settori della velocità e della polo?

La vivacità delle associazioni che praticano la canoa fluviale sarà incentivata e sorretta perché possa crescere ulteriormente. La canoa da acque mosse trasmette un messaggio intrinseco di avventura e divertimento che le permettono, effettuandola in sicurezza, di catalizzare molto le attenzioni dei curiosi. Per far crescere i settori velocità e polo sono sicuro che uno stimolo potrebbe essere dato da una maggiore spettacolarità, come lo svolgimento delle competizioni in contesti vivi e molto affollati.
 
Dal punto di vista delle strutture e delle attività, cos'avete in programma per il triennio (quadriennio) 2009-2012?

Sicuramente si proseguirà sulla scia della precedente gestione che ha lavorato molto sulla formazione dei tecnici e nella proposta della canoa per i ragazzi diversamente abili. Oltre alle consuete attività federali sarà dato molto spazio all’idea di inserire maggiormente la canoa in contesti sociali, educativi ed ambientali. Sotto il punto di vista delle strutture ci sono già molti progetti all’orizzonte: l’obiettivo sarà renderli concreti e accessibili nel minor tempo possibile.
 
Cosa deve fare la canoa veneta per crescere ulteriormente?

La canoa veneta è già molto grande, per qualità delle associazioni, professionalità dei tecnici e risultati degli atleti. Tenuto conto che il territorio veneto offre una varietà incredibile di corsi d’acqua, per crescere ulteriormente le associazioni venete hanno bisogno di essere più unite e coese, nella comunicazione (interna ed esterna) e nel raggiungimento degli obiettivi.

Venezia e la canoa. Un binomio sul quale si potrebbe puntare per far crescere ulteriormente la visibilità degli sport della pagaia?
Sicuramente Venezia è una tra le migliori vetrine internazionali su cui puntare per ottenete maggiore visibilità. Non mancheranno proposte concrete in tal senso ma organizzare un evento a Venezia richiede lo sviluppo di molte sinergie che possono attivarsi concretamente, in primis, con l’aiuto e la collaborazione delle associazioni che praticano la canoa nella laguna veneta, e di seguito con la disponibilità del modo della voga alla veneta che legittimamente è il protagonista indiscusso della scena acquea di Venezia.









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